QUESTIONI DI APPROCCIO

Roma, giovedì ventisette ottobre: piazza dell’Esquilino è il teatro dove, a partire dalle ore 17:00, si tiene una manifestazione antirazzista – organizzata da circa quaranta sigle -che chiede all’Italia di non rinnovare gli indegni accordi, in tema di migrazioni, in corso con la Libia.

 

 

Tra chi si trova lì per documentare la vicenda c’è anche tale Francesca Totolo, scrittrice e soprattutto sedicente giornalista del settimanale Il Primato Nazionale, organo ufficiale della cricca fascista Casa Pound Italia.

 

Qualcuno evidentemente la riconosce e la invita cortesemente ad allontanarsi, essendo persona non gradita in quel contesto; apriti cielo: gli organi dell’estrema destra – compreso il Secolo d’Italia – starnazzano contro chi impedisce il diritto di cronaca.

 

Tutti ad accusare chi stava in piazza di attentato alla libertà di stampa: un concetto che per questi “signori” si traduce con la possibilità di infiltrarsi nelle adunate dei “nemici” per provocare e poi potersi lamentare nel caso qualcuno non gradisca l’affronto.

 

E dire che, sabato ventinove ottobre, in piazza Venezia a Roma, si tiene un presidio antifascista - organizzato, tra gli altri, da Interstampa, Cumpanis, La Città Futura - a cui presenzia tale Giorgia Castelli del fogliaccio meloniano, e non le accade assolutamente nulla.

 

Un ben strano modo di intendere il mestiere del giornalista: chi scrive si trova spesso a dover documentare iniziative di personaggi a lui per niente affini, ma che non per questo – pur spesso riconoscendolo – gli impediscono di svolgere il proprio mestiere; forse perché l’approccio verso il contesto è un tantino diverso.

 

 

Bosio (Al), 1° novembre 2022

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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